Trend di mercato e riflessi sul settore edile

Nell’ultimo decennio l’economia italiana ha avuto degli andamenti molto altalenanti, oscillazioni fortemente influenzate dai cambiamenti strutturali e globali di tutti i livelli economici e dalla volatilità dei mercati finanziari.

Nell’economia del vecchio millennio eravamo soliti ragionare per settori, vale a dire il Settore Primario che comprende l’agricoltura e l’attività estrattiva, il Settore Secondario che comprende l’industria, il Settore Terziario che comprende i servizi, il Settore Quaternario che comprende le attività ad elevato valore aggiunto e tecnologico.

Oggi siamo più propensi a ragionare analizzando i mercati, fondamentalmente l’economia ed i settori economici sono interconnessi fra loro e quindi gli andamenti settoriali sono fortemente influenzati dagli andamenti dei singoli mercati.

In questo scenario abbastanza complesso i mercati tradizionali hanno subito dei radicali stravolgimenti ed in alcuni casi specifici dei ridimensionamenti veri e propri.

Se dovessimo fare una ricerca specifica dell’andamento dei mercati nei primi due settori, agricoltura ed industria, troveremmo alcuni andamenti positivi ed altri decisamente negativi, solo in casi specifici vedremo l’affermazione di nicchie di mercato che hanno performato in modo significativo. In ogni caso il valore aggregato risulterà abbastanza coerente con le principali oscillazioni dell’economia Nazionale.

 

In questo breve approfondimento ci concentreremo su dei mercati che nell’ultimo decennio hanno performato positivamente e che grazie alla loro crescita hanno influenzato positivamente la domanda di “nuove costruzioni industriali”.

 

IL MERCATO DELLA LOGISTICA

 

I numeri di mercato parlano di un mercato in salute. Seppur con qualche incertezza fra il 2011 ed il 2012, il decennio è da considerarsi decisamente positivo.

A livello organizzativo l’attenzione è focalizzata sulle diverse forme di gestione dei magazzini. Emerge con chiarezza l’eterogeneità nelle decisioni delle aziende e l’importanza di saper scegliere la soluzione più adatta al singolo sito. La scelta del modello organizzativo è influenzata da una ampia lista di fattori che spaziano dalla modalità di gestione, dai contratti di lungo periodo, a motivazioni strettamente legate al rapporto relazionale con il committente.

La rivoluzione 4.0 sta prendendo sempre più piede, sia nel mondo dei magazzini, sia nel mondo del trasporto, in cui le tecnologie non costituiscono più la barriera all’innovazione.

Tale innovazione ha un valore che va oltre l’efficienza o l’efficacia delle singole attività, ma può diventare un fattore abilitante per modificare o fare evolvere prassi consolidate, come è emerso dall’approfondimento sul settore farmaceutico, dove si stanno sperimentando nuove soluzioni volte a identificare sinergie sui trasporti con altre filiere.

 

I numeri della logistica

 

Dal 2009 al 2018 il mercato della logistica ha avuto un incremento complessivo del 4%. In termini di volumi di affari siamo passati da un valore generale di movimentazione di merci da 71 miliardi a 82 miliardi di euro.

L’occupazione è salita verticalmente, inglobando risorse a livello nazionale pari a circa 20.000 unità complessive, nel decennio di riferimento.  Oggi si contano circa 2.000 aziende che operano nel settore , Multinazionali di grandi dimensioni  e/o driver del settore, ma anche PMI strettamente interconnesse a loro attraverso contratti di sub-appalto e out-sourcing.

 

 

 

Riflesso positivo del mercato nelle costruzioni industriali

La crescita del settore logistico va vista soprattutto in un contesto tecnologico, ovvero la riforma strutturale legata alle nuove tecnologie, che hanno quasi obbligato i primari players di settore a convertire e costruire ex novo, hub e centri logistici.  Sicuramente le quattro regioni che ne hanno beneficiato di più, in termini di giro d’affari e di nuovi insediamenti costruttivi, sono state: Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Anche al sud, pur in forma ridotta rispetto alle regioni citate sopra, gli investimenti strutturali del settore logistico sono stati importanti, contribuendo notevolmente alla crescita economica.

 

 

IL MERCATO DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA

 

Una vera e propria eccellenza mondiale, come l’industria farmaceutica italiana, rappresenta la prospettiva di concrete opportunità per tutti. Vantaggi rivolti sia alle aziende che operano in questo ambito di mercato ma grandi opportunità anche per le risorse umane in esso impiegate.

L’industria farmaceutica in Italia ha la necessita di mantenere la propria leadership a livello europeo e mondiale. Può riuscirci solo sviluppando nuove e innovative strategie di marketing per le aziende del settore, tramite una governance che riesca ad esprimere un management di elevato livello e soprattutto grazie ad investimenti strutturali volti al miglioramento dell’ambiente di lavoro.

 

I numeri dell’industria farmaceutica

 

Per comprendere al meglio la potenza dell’industria farmaceutica in Italia, è sicuramente utile dare alcuni numeri che possono racchiudere l’importanza del nostro paese in questo settore. Secondo statistiche enunciate da Farmindustria, siamo al primo posto nella produzione farmaceutica dell’Unione Europea. Un vero successo, testimoniato da un consistente incremento dell’export, +17% tra il 2008 e il 2018, che ha portato a un +22% nell’aumento della produzione, anche questa statistica in ambito decennale.

Il settore farmaceutico, ad oggi, conta circa 200 aziende, 66.000 addetti (90% laureati o diplomati), 6.400 ricercatori, 2,8 miliardi di investimenti (1,5 in ricerca e 1,3 in produzione), con 31,2 miliardi di euro di produzione nel 2018 (contro i 30 miliardi della Germania, seconda in classifica), quasi l’80% destinato all’export.

Il Commercio estero in uscita rappresenta un altro importante punto di forza, e un vero e proprio traino per una crescita costante e progressiva del settore.

 

Riflesso positivo del mercato, nelle costruzioni industriali

La crescita esponenziale del settore farmaceutico in Italia ha influenzato in modo positivo il settore dell’edilizia industriale.

Dal 2010 al 2019 circa 120 aziende hanno investito a livello strutturale costruendo ex novo e/o rimodernando i siti produttivi.  Si parla di investimenti complessivi vicini al miliardo di euro.

Le regioni fortemente coinvolte in questo processo di crescita sono state principalmente il Lazio, la Campania e l’Emilia-Romagna.

Per gli anni a venire sono sotto la lente di ingrandimento delle primarie aziende farmaceutiche, le acquisizioni di piccole aziende che sviluppano Biotecnologie.  Stando alla previsione di mercato, la ricaduta sugli investimenti strutturali sarà sicuramente significativa.

 

IL MERCATO DEI CENTRI COMMERCIALI E DEL RETAIL

 

Negli ultimi dieci/quindici anni in Italia c’è stato il boom e l’esplosione dei centri commerciali.  Questo fenomeno socioeconomico ha coinvolto tutte le regioni Italiane ed al 90% tutti i Comuni del territorio nazionale.

Dopo il grande fenomeno di espansione si parla già di una revisione del modello di business 2.0 dei centri commerciali. I grandi marchi stanno rientrando nei centri storici, una scelta influenzata dai consumatori che stanno rivalutando l’acquisto a cielo aperto, potendo così ritrovare un’esperienza di acquisto che si coniuga alla bellezza dei panorami architettonici.

Sicuramente negli ultimi anni il commercio via internet ha sottratto ai centri commerciali un’ingente somma di fatturato, dimezzando i tempi e i costi di acquisto. Proprio per questo le grandi catene necessitano di ubicazioni che possano ricreare un’esperienza di acquisto capace di rivalorizzare anche i momenti di socialità che derivano da un’esperienza fisica: il piacere di una passeggiata e un punto vendita che coinvolga gli acquirenti.

 

I numeri del settore commerciale / retail

 

Questo mercato attiva, lungo il sistema economico nazionale, un valore di 139,1 miliardi di euro, con un impatto occupazionale che supera 780.000 addetti. Questi i principali risultati dell’analisi “Industry dei Poli Commerciali in Italia. Tra filiera e ruolo sociale”, curata da Nomisma per conto del Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e presentata presso la Sala Conferenze di Palazzo Montecitorio.

Nel 2018 alle 1.254 strutture presenti in Italia – 1.020 centri commerciali, 181 parchi commerciali, 30 outlet, 23 lesure center – sono riconducibili 71,6 miliardi di fatturato diretto pari al 4% del Pil, 587.000 posti di lavoro e un contribuito al gettito fiscale di 27,8 miliardi di euro. A questo si somma un indotto, in termini di acquisto di beni e servizi, di ulteriori 54,1 miliardi e 159.000 posti di lavoro.

L’indagine è stata integrata con una fase di ascolto della popolazione –oltre 1.000 rispondenti su tutto il territorio nazionale – finalizzata a indagare il posizionamento degli shopping center nelle abitudini degli italiani.

I centri commerciali – senza perdere la propria funzione principale, ossia gli acquisti (effettuati dall’86% di chi li frequenta almeno 2 volte al mese) – si configurano sempre più come piazze di aggregazione e socializzazione. Per l’83% degli utenti abituali sono un luogo in cui trascorrere il tempo libero. Il 38% usufruisce anche delle proposte enogastronomiche: ristoranti, pizzerie, fast-food, tavole calde.

 

 

 

Riflesso positivo del mercato, nel settore edile ed immobiliare

 

Decisamente questo mercato ha influenzato positivamente il mercato immobiliare e dell’edilizia. Si stima che nell’ultimo decennio sono stati costruiti circa 20.000.000 di mq destinati a centri commerciali.  Il costo medio di costruzione degli stessi è pari a circa 2.500 € al mq, costituendo quindi  un volume di affari complessivo di circa 50 miliardi di euro.

 

L’impegno di Gruppo Inveco nei settori citati

INVECO sta collaborando da diversi mesi con aziende appartenenti a diversi mercati.  Abbiamo instaurato delle ottime relazioni con importanti players che operano nell’ambito della logistica e dei trasporti, con aziende appartenenti al mercato biochimico ed organico (in forte espansione soprattutto nel settore agricolo ed alimentare), ma soprattutto siamo in continua comunicazione con importanti tenant leader del mercato immobiliare commerciale e del retail.

In conclusione

INVECO guarda con attenzione l’evolversi dell’economia e studia attentamente lo sviluppo e la crescita di tutti mercati.  La nostra esperienza di general contractor ci permette di identificare con anticipo le tendenze positive dei mercati e di promuovere appropriate studi di marketing che ci possano portare a contatto con le molte aziende che riescono a performare nonostante il periodo storico sociale ed economico di grande incertezze.

Il nostro modello di continua ricerca, di studio ed analisi dei mercati, rappresenta un VERO VALORE aziendale.

Leonardo Corbucci Blog

    Gruppo Inveco Spa, in qualità di titolare del trattamento, informa che i dati inseriti verranno trattati nel rispetto della normativa vigente. I dati non verranno comunicati a terzi ne diffusi. L'interessato godrà in ogni momento dei diritti di cui all' Art.7 del Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. Cliccando sul relativo pulsante, si manifesta il consenso al trattamento dei dati come descritto. Per maggiori informazioni CLICCA QUI.

    * Campo obbligatorio