impianto fotovoltaico

di: Isabella Durante 23 Settembre 2026 11:44

ESCO finanziarie: come scegliere 

Nella nostra newsletter di luglio su LinkedIn abbiamo parlato del modello ESCO per il fotovoltaico industriale. Con questo contenuto vogliamo rispondere a due domande: come si sceglie una ESCO certificata, e cosa controllare in un contratto EPC prima di firmarlo.

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Cos’è una ESCO

Una ESCO ossia l’acronimo di Energy Service Company è una società specializzata che realizza interventi di efficientamento energetico, inclusa l’installazione di impianti fotovoltaici industriali, può anche finanziare l’intervento assumendosi l’investimento iniziale. Non si tratta del classico mutuo richiesto direttamente dall’impresa ma di un modello in cui la ESCO si remunera attraverso una quota dei risparmi energetici generati dall’intervento, per tutta la durata del contratto.

Il meccanismo contrattuale di riferimento si chiama EPC, Energy Performance Contract, o Contratto di Rendimento Energetico. È definito dal D.Lgs. 102/2014 come un accordo in cui gli investimenti sono pagati in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente. Sostanzialmente la ESCO installa l’impianto, garantisce le prestazioni, e nei modelli EPC la remunerazione della ESCO è collegata, in tutto o in parte, ai risultati energetici ottenuti, nei modelli di finanziamento tramite ESCO il cliente può evitare o ridurre notevolmente l’investimento iniziale.

La ESCO recupera progressivamente l’investimento attraverso il contratto EPC, condividendo con il cliente parte del valore economico generato dal risparmio energetico.

impianto fotovoltaico su copertura industriale

Il beneficio per una azienda

L’azienda ha a disposizione un impianto fotovoltaico funzionante senza la necessità di un investimento iniziale. Il canone è strutturato affinché il costo energetico complessivo risulti competitivo rispetto alla situazione precedente. E alla scadenza del contratto, che solitamente varia tra 8 e 15 anni, e nei modelli EPC più diffusi la proprietà dell’impianto viene trasferita al termine del contratto.

Il rischio tecnico e finanziario viene in larga parte trasferito alla ESCO. Se l’impianto produce meno del previsto, il meccanismo contrattuale prevede forme di riequilibrio o obblighi correttivi a carico della ESCO stessa. Il livello di tutela del cliente dipende dalle clausole previste dal contratto EPC.

L’ESCO certificata

Da luglio 2016 chi non possiede la certificazione UNI CEI 11352 perde l’accesso ai Titoli di Efficienza Energetica e la qualifica come società che può eseguire le diagnosi energetiche obbligatorie ai sensi del D.Lgs. 102/2014, anche se restano valide quelle firmate da un esperto in gestione dell’energia certificato UNI CEI 11339, anche interno all’azienda cliente. Il rilascio della certificazione UNI CEI 11352 spetta a un organismo terzo accreditato dal sistema nazionale ACCREDIA, tra questi Certiquality, Bureau Veritas, DNV, TÜV Italia, ICIM e SGS. La certificazione dura tre anni, con un controllo di sorveglianza ogni dodici mesi, ed è la controprova che dietro il nome dell’azienda sono presenti le competenze tecniche, la struttura organizzativa e la solidità economica per reggere un contratto in cui viene pagata in base al risultato energetico concordato, non a lavori conclusi. Nella pratica chiedere il numero di certificato, l’organismo che lo ha rilasciato e la data dell’ultimo controllo di sorveglianza è il primo passo, prima ancora di guardare l’offerta economica.

impianto fotovoltaico su copertura industriale

Come scegliere tra più ESCO certificate    

La certificazione garantisce i requisiti minimi di legge, ma scegliere per un progetto specifico è un’altra cosa. 

Il primo filtro riguarda le referenze. Un portfolio clienti e impianti che fornisce le risposte più utili parla di progetti di fotovoltaico industriale comparabili per taglia e tipologia. 

Il secondo filtro riguarda il team di progetto, le competenze e il livello di professionalità, mezzi propri o subappalto.

Il terzo filtro riguarda le dinamiche contrattuali legate alle possibili difficoltà a contratto in corso della ESCO. Le linee guida ANAC sui contratti di prestazione energetica dedicano articoli distinti alla garanzia provvisoria, alla garanzia definitiva tramite fideiussione e alla garanzia assicurativa di responsabilità civile. Così il cliente non si ritrova scoperto se la controparte non termina il percorso.

Cosa deve contenere per legge un contratto EPC.

Secondo l’Allegato VIII del D.Lgs. 102/2014 nel contratto devono essere presenti: 

  • le misure di efficienza previste che vanno elencate una per una;
  • il risparmio garantito va collegato a numeri precisi e non a stime generiche;
  • la durata contrattuale deve specificare gli obblighi di ciascuna parte;
  • il giorno da cui si parte per calcolare i risparmi;
  • ogni fase di realizzazione va accompagnata dal relativo costo. 

Il risparmio garantito ha senso solo rispetto a un consumo di riferimento definito prima dell’intervento, la baseline. Vanno stabiliti anche i fattori di aggiustamento, che correggono la baseline se cambiano alcune variabili. Su un impianto fotovoltaico essendoci energia da generare, il parametro garantito è generalmente la producibilità dell’impianto in kWh o la quota di autoconsumo raggiunta.

Il contratto deve indicare bonus, malus (le cifre o la formula di calcolo, altrimenti la clausola ha poca valenza in caso di contestazione) e proprietà finale dell’impianto. Oltre ai contenuti minimi di legge, la UNI CEI EN 17669:2023 aggiunge requisiti tecnici più dettagliati, tra cui l’allocazione dei rischi di finanziamento e proprietà, e il momento in cui il piano di misura e verifica deve essere pronto prima della firma.

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