parapetti anticaduta

di: Isabella Durante 14 Ottobre 2026 12:57

Parapetti anticaduta: nuovo Quaderno INAIL 

A settembre 2026 INAIL ha pubblicato “Parapetti”, nuovo volume dei Quaderni Tecnici per i cantieri temporanei o mobili. 

impianto fotovoltaico su copertura industriale

Il quaderno del 2018 INAIL riguardava i soli parapetti provvisori, la nuova pubblicazione tratta anche i sistemi permanenti con due norme tecniche di riferimento: la UNI EN 13374:2025 per i provvisori e la UNI 11996:2025, in vigore da fine novembre 2025, per i permanenti. Il tema è fondamentale: nel rapporto INAIL-Regioni Infor.MO sul decennio 2013-2022 le cadute dall’alto risultano la prima causa di morte nei cantieri, con il 58,3% degli eventi registrati.

Parapetto sul capannone con fotovoltaico

Prendiamo a esempio un capannone con installato fotovoltaico industriale. Il parapetto provvisorio protegge la fase di cantiere, quello permanente accompagna gli anni di esercizio dell’impianto e le operazioni di manutenzione, come lavaggio dei moduli, ispezioni e sostituzione di componenti. Nel D.Lgs. 81/2008 le protezioni collettive, parapetti e reti in testa, hanno la precedenza sui DPI anticaduta.

impianto fotovoltaico su copertura industriale

Parapetti provvisori e permanenti 

Parapetti provvisori e permanenti si differenziano per la loro destinazione d’uso, la durata dell’installazione, la normativa di riferimento e le prestazioni di resistenza richieste.

La distinzione fondamentale è la seguente:

  • i parapetti provvisori sono sistemi di protezione collettiva progettati per essere installati durante fasi specifiche di lavoro e rimossi al termine delle attività. La destinazione d’uso è: cantieri temporanei o mobili, interventi di manutenzione straordinaria in quota, protezione di bordi di scavo o solai in costruzione.
  • i parapetti permanenti sono elementi di protezione integrati stabilmente nella struttura dell’edificio per garantire la sicurezza continua nel tempo. La destinazione d’uso è: coperture industriali e commerciali con accessi periodici per manutenzione (per esempio lavaggio dei moduli fotovoltaici), aperture e lucernari in copertura, strutture accessibili ai manutentori.

La classe dei parapetti provvisori e permanenti

La scelta tiene conto anche del tipo di lavorazione e del supporto, ma la classe dipende da due grandezze: la pendenza della superficie e l’altezza di caduta Hf, cioè il dislivello tra il piano su cui cammina l’operatore e la quota più bassa raggiunta dal parapetto. Per i parapetti provvisori la classe A copre inclinazioni fino a 10°, la B arriva a 30° con qualsiasi Hf e a 60° con Hf entro 2 m, la C sale a 45° con qualsiasi Hf e a 60° con Hf entro 5 m. Per i permanenti la UNI 11996 prevede soltanto le classi A e B, con gli stessi limiti. Su coperture piane o a bassa pendenza, frequenti nell’edilizia industriale, la classe A è spesso sufficiente; su falde più ripide con forti altezze di caduta la soluzione permanente va studiata caso per caso. Sulla geometria i riferimenti restano un corrente principale ad almeno 1 m dal piano di calpestio e un fermapiede alto almeno 15 cm.

impianto fotovoltaico su coperture industriali

L’ancoraggio

Il Quaderno mette l’ancoraggio in cima ai controlli preliminari, cordolo in c.a., trave in acciaio o muretto d’attico che sia, e per i permanenti il manuale del fabbricante deve indicare quali sollecitazioni il sistema scarica sull’edificio. È più o meno la stessa logica con cui verifichiamo una copertura prima di posare un impianto fotovoltaico industriale: ogni sovraccarico aggiuntivo va confrontato con la capacità residua della struttura. La UNI 11996 chiede anche resistenza alla corrosione, almeno in classe C3, e componenti che evitino ristagni d’acqua senza compromettere l’impermeabilità della copertura, un punto delicato su lamiere grecate e pannelli sandwich.

Dopo il montaggio

A posa conclusa l’installatore completa il cartello fornito dal fabbricante del parapetto permanente, che riporta tra l’altro classe, data di posa e prossima ispezione. Nel manuale il fabbricante stabilisce entro quali condizioni di vento, neve o ghiaccio il sistema si può usare e quando un pezzo consumato va tolto dal servizio, mentre la manutenzione tocca a tecnici con la qualifica adeguata. Attenzione al cordino agganciato al corrente: su un parapetto provvisorio è ammesso solo con il via libera esplicito del fabbricante. Le norme UNI restano di applicazione volontaria, però un sistema conforme si documenta molto più facilmente in fase di verifica.

impianto fotovoltaico su copertura industriale

Parapetti o linee vita?

Le protezioni collettive come i parapetti hanno la precedenza su quelle individuali, e le linee vita appartengono a questa seconda famiglia, perché funzionano solo con imbracatura e cordino. Sulle coperture piane il parapetto è quasi sempre la scelta più lineare. Sulle falde inclinate un parapetto della classe adatta resta possibile in molti casi, e la linea vita diventa la soluzione quando la protezione collettiva non si può realizzare.

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