
di: Andrea Girelli 8 Ottobre 2025 11:30
Controllore Centrale di Impianto: la nuova normativa
Dal primo settembre 2025 con la Delibera ARERA 385/2025/R/EEL, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente introduce l’obbligo di installare il Controllore Centrale di Impianto (CCI) per gli impianti connessi in media tensione (MT) con potenza uguale o superiore a 100 kW.

Cos’è il Controllore Centrale di Impianto
Il Controllore Centrale di Impianto (CCI) è un sistema di monitoraggio e controllo digitale. Che permette al gestore di rete di monitorare e gestire in tempo reale gli impianti. Grazie al CCI, l’operatore di rete riceve dati relativi al funzionamento, invia comandi di modulazione o distacco temporaneo dell’impianto, e garantisce un equilibrio stabile tra produzione e domanda di energia.L’obiettivo è evitare situazioni di overgeneration, dove la rete riceve più energia di quanta ne possa assorbire, prevenire instabilità, blackout, e sostanzialmente aumentare la sicurezza.
Il dispositivo agisce come una sorta di cervello operativo dell’impianto. Per esempio:
- Gestisce le interfacce di comunicazione con il distributore locale;
- Coordina inverter, sistemi di accumulo e dispositivi di protezione;
- Permette l’invio di segnali di comando e la raccolta di dati di potenza, tensione e frequenza.
Adeguamento impianti fotovoltaici: CCI per impianti ≥100 kW
L’obbligo di adeguamento riguarda tutti gli impianti fotovoltaici ≥100 kW connessi in media tensione, sia di nuova che di precedente installazione. Per i nuovi impianti, l’adeguamento deve essere predisposto sin dalla progettazione. Per gli impianti già in esercizio, ARERA ha stabilito un periodo transitorio con scadenze differenziate in base alla potenza:
- ≥500 kW e <1 MW – obbligo di adeguamento entro 28 febbraio 2026;
- ≥100 kW e <500 kW – adeguamento entro 31 agosto 2026.

Per incentivare l’adeguamento in tempi celeri, la delibera prevede un contributo forfettario riconosciuto dal gestore di rete:
- euro 10.000,00 per impianti da 500 kW a 1 MW;
- euro 7.500,00 per impianti tra 100 kW e 500 kW.
Nel caso di adeguamento eseguito oltre i tempi previsti, il contributo viene progressivamente ridotto.

Maggiore digitalizzazione
ARERA ha previsto che i distributori elettrici effettuino verifiche e prove funzionali per accertare la corretta installazione e il funzionamento del CCI. Che comprendono test di comunicazione da remoto.
Risulta evidente come il CCI contribuisca positivamente alla digitalizzazione e al controllo del sistema elettrico nazionale.In relazione agli impianti fotovoltaici industriali sarà possibile:
- Garantire la corretta interazione con le reti di distribuzione;
- Associare una soluzione customizzata in risposta ai segnali di rete, evitando disconnessioni improvvise o guasti di altra tipologia;
- Semplificare l’accesso a incentivi e servizi commerciali come il Ritiro Dedicato GSE, che potrebbero essere sospesi in caso di mancato adeguamento;
- Aumentare l’affidabilità complessiva dell’impianto, grazie a un controllo aggiuntivo ai sistemi di monitoraggio opzionati nella progettazione dell’impianto stesso.
Il CCI deve essere conforme alle specifiche del Codice di Rete di Terna e alle Norme Tecniche CEI 0-16, in fase di aggiornamento entro la fine del 2025. Il CCI deve dialogare con i sistemi di telecontrollo attraverso protocolli di comunicazione standard e sicuri. Garantendo l’esecuzione dei comandi ricevuti, e la trasmissione dei dati di esercizio in tempo reale. ARERA ha chiarito che il dispositivo può essere integrato negli inverter o installato come unità dedicata. Ma, in ogni caso, devono essere rispettate le funzionalità richieste per il monitoraggio, la gestione e il sezionamento remoto.
Il CCI è integrabile con i sistemi di accumulo, colonnine di ricarica, ecc.. Inoltre, grazie a questo dispositivo è possibile predisporre l’impianto fotovoltaico alla fruizione di futuri servizi di rete come il demand response nell’ambito della flessibilità energetica.

Approfondimenti Tecnici sul Controllore Centrale di Impianto (CCI)
Per avere un quadro completo sulla normativa (come la CEI 0-16 e la Delibera 540/21/R/el), è utile ricordare alcune specifiche tecniche fondamentali del CCI:
- Ambito di applicazione e Revamping: L’obbligo vale per tutte le tecnologie e per gli impianti in totale autoconsumo connessi in Media Tensione a Sistemi di Distribuzione Chiusi (SDC). Attenzione: se un intervento di revamping fa superare la soglia di potenza a un impianto esistente, questo viene considerato a tutti gli effetti come “nuovo”.
- Le tre funzionalità operative: La norma suddivide il funzionamento in PF1 (obbligatorie per l’acquisizione dati verso il distributore), PF2 (monitoraggi opzionali richiesti dal DSO) e PF3 (regolazioni facoltative per il produttore, utili per i futuri mercati di flessibilità).
- Precisione e Sincronizzazione: Il dispositivo deve misurare potenza e tensione al Punto di Consegna (PdC) con un margine di errore inferiore al 2,2%, garantendo una sincronizzazione temporale ultra-sicura (tramite protocollo NTS o GPS).
- Sicurezza e Certificazione: Per gestire le chiavi di sicurezza e la connessione è vivamente consigliato l’uso di una struttura in Cloud (PKI esterna). Inoltre, i costruttori devono fornire un’autodichiarazione di conformità valida per 10 anni o affidarsi a enti terzi.
Per un quadro più dettagliato su questi requisiti, le certificazioni e le infrastrutture di comunicazione, leggi il nostro approfondimento: Impianti soggetti al certificato di conformità: cosa devi sapere.
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