edilizia industriale

di: Isabella Durante 26 Marzo 2026 16:53

Edilizia industriale: gli infissi, guida alla scelta. Partiamo dalle basi!

Stai valutando la costruzione di un nuovo capannone aziendale, o stai pensando di ristrutturare un edificio esistente per renderlo più efficiente dal punto di vista energetico. Vuoi saperne di più sugli infissi. Sei nel posto giusto!

edilizia industriale

Gli infissi “regolano” l’interfaccia tra interno ed esterno in tutti i punti in cui l’edificio si apre. Stiamo parlando di finestre, lucernari, portoni di accesso, porte pedonali, pareti vetrate. Ogni apertura è un punto in cui l’edificio comunica con l’esterno, e ogni comunicazione ha un costo energetico. In fase di progetto, gestire correttamente la presenza di infissi permette di controllare quel costo. Differentemente… la cassa aziendale ne risente a causa di bollette più alte (per non parlare delle problematiche legate a spreco energetico e mancata sostenibilità).

Infissi industriali e residenziali: le differenze

Il primo punto da chiarire è che il mondo degli infissi industriali è sostanzialmente diverso da quello residenziale. Primariamente le dimensioni sono differenti, e poi le funzioni, i carichi, la frequenza di utilizzo e i requisiti tecnici che nel contesto industriale assumono una complessità del tutto diversa.

Facciamo qualche esempio.

La finestra di un capannone produttivo deve resistere alle vibrazioni dei macchinari, sopportare ambienti con polveri o agenti chimici, garantire illuminazione naturale senza creare abbagliamento sulle linee di produzione, e in alcuni casi mantenere compartimentazioni antincendio

Un portone industriale deve sopportare migliaia di aperture all’anno, reggere l’impatto accidentale dei mezzi di movimentazione, isolare termicamente e acusticamente, e farlo mantenendo tempi di apertura compatibili con i flussi logistici interni.

Detto questo, risulta evidente come non esista un infisso industriale universale. Ma soluzioni progettate per funzioni specifiche, e la scelta va fatta in base all’uso reale.

edilizia industriale

Le finestre industriali

Le finestre nei capannoni industriali assolvono principalmente due funzioni: illuminazione naturale e ventilazione. In molteplici casi, anche una terza funzione, ossia l’evacuazione del fumo in caso di incendio, attraverso sistemi di apertura collegati al piano di emergenza.

Sul fronte dei materiali, i profili in alluminio dominano il mercato industriale per la loro resistenza alla corrosione, la leggerezza strutturale e la durabilità nel tempo senza manutenzione. 

L’acciaio viene utilizzato in contesti specifici dove la resistenza meccanica è prioritaria, per esempio nel caso di finestre antisfondamento e serramenti tagliafuoco. 

Il PVC, diffusissimo nel residenziale, trova applicazioni più limitate nell’industria a causa delle sue caratteristiche di resistenza meccanica inferiori e il comportamento non performante a temperature elevate.

La dimensione delle finestre in un capannone è riconducibile a vetrate ampie per garantire consona illuminazione naturale. Questo rende la prestazione termica della componente vetrata particolarmente rilevante. Possiamo affermare che su una superficie di circa 50-100 m² di vetro, ogni decimale di trasmittanza termica si può  tradurre in kWh persi ogni anno.

Il taglio termico negli infissi

I profili in alluminio sono eccellenti da un punto di vista strutturale, ma hanno un problema intrinseco, in quanto il metallo è per sua stessa natura un ottimo conduttore di calore. Un profilo in alluminio privo di interruzione termica crea pertanto un ponte termico continuo tra interno ed esterno. In inverno disperde calore verso l’esterno, in estate lo trasmette verso l’interno.

Il taglio termico risolve questo problema inserendo un elemento isolante, di norma in poliammide rinforzato con fibra di vetro, tra la parte interna e quella esterna del profilo metallico. L’elemento isolante interrompe fisicamente la continuità termica del metallo, riducendo drasticamente il flusso di calore attraverso il telaio. Il risultato è un serramento che contribuisce a isolare l’involucro.

La prestazione termica complessiva della finestra (telaio e vetro) viene misurata con la trasmittanza Uw espressa in W/m²K secondo la norma UNI EN ISO 10077-1. Più il valore è basso, meno calore passa. E su superfici industriali ampie, ogni decimale conta.

I lucernari e le shed

Nei capannoni di grandi dimensioni, le finestre sulle pareti laterali non sono sufficienti a garantire un’illuminazione naturale adeguata nelle zone centrali del piano. La soluzione sono i lucernari (aperture vetrate in copertura) e le shed, strutture a dente di sega con superfici vetrate inclinate orientate a nord per ottenere luce diffusa.

I lucernari piani in policarbonato alveolare o in vetro temperato sono la soluzione più comune per i capannoni di nuova costruzione. Grazie alla struttura a camere d’aria, il policarbonato alveolare ha il vantaggio di essere leggero, resistente all’impatto e con buone proprietà di isolamento termico. Il vetro garantisce prestazioni ottiche superiori e una durata nel tempo maggiore, a fronte di un peso strutturale più elevato e un costo iniziale più alto.

I lucernari apribili, sia manuali che motorizzati, hanno una doppia funzione: ventilazione naturale del capannone e evacuazione del fumo in caso di incendio. In tal senso sono regolati da normative specifiche che definiscono la superficie minima di apertura in relazione all’area del capannone, e alla categoria di rischio incendio.

Sul fronte termico, i lucernari sono spesso il punto di maggiore vulnerabilità della copertura. Una copertura ben isolata con pannelli sandwich può avere una trasmittanza termica molto bassa, mentre i lucernari hanno generalmente valori di Uw più alti. 

In fase di progetto, la scelta della tipologia e della superficie dei lucernari necessita di una valutazione equilibrata tra le esigenze di illuminazione naturale e prestazioni termiche dell’edificio.

Le pareti vetrate e le facciate continue

In alcune tipologie di edifici industriali (specialmente nel terziario produttivo, nei centri logistici moderni e negli showroom annessi agli stabilimenti) le pareti vetrate e le facciate continue sono l’opzione architettonica e funzionale più scelta. Questo perché permettono di creare spazi di lavoro con illuminazione naturale abbondante, migliorano la percezione dello spazio interno e danno all’edificio un’immagine contemporanea.

Dal punto di vista delle prestazioni energetiche, le facciate continue richiedono una progettazione attenta. Questo perché, per esempio, possono esserci problemi di surriscaldamento in estate, con impatti negativi sui consumi degli impianti di climatizzazione. In tal senso, la progettazione di sistemi di schermatura solare (fisse o mobili, esterne o integrate nel vetro) diventa parte integrante della progettazione di una facciata vetrata efficiente.

I sistemi di facciata continua in alluminio con taglio termico e vetrocamera selettivo (vetri con trattamenti che modulano la trasmissione della radiazione solare in funzione della lunghezza d’onda) permettono un miglior bilanciamento fra luce naturale e prestazioni termiche rispetto alla vetrocamera standard.

edilizia industriale

I portoni industriali

I portoni sono spesso la componente con il maggiore impatto sui consumi energetici dell’edificio non tanto per la loro trasmittanza termica in condizioni statiche, quanto per il calore (o raffrescamento da climatizzazione) che viene disperso ogni volta che gli stessi vengono aperti.

Difatti, all’apertura del portone, la dispersione di aria calda, o condizionata, durante i transiti è difficile da compensare con qualsiasi altro intervento sull’involucro o sugli impianti.

Ma guardiamo insieme le principali tipologie di portoni.

Portoni sezionali coibentati

Il portone sezionale è la soluzione più diffusa per gli accessi veicolari nei capannoni industriali. È composto da pannelli orizzontali in acciaio con nucleo in poliuretano espanso, che scorrono verticalmente lungo guide laterali e si raccolgono in orizzontale nella parte alta dell’apertura. 

Porte veloci

Per gli accessi ad apertura molto frequente, le porte veloci in PVC o in tessuto tecnico rappresentano la soluzione più efficace. Il meccanismo di apertura rapida, con velocità che possono superare i 2 metri al secondo, riduce drasticamente il tempo di apertura e quindi la dispersione di aria verso l’esterno.

Portoni scorrevoli e a bilico

Quando sono presenti aperture di grandi dimensioni (accessi per mezzi pesanti, carroponti, linee di produzione che attraversano più reparti) i portoni scorrevoli laterali sono i più utilizzati.

Le porte pedonali industriali

Le porte pedonali nei capannoni industriali devono rispettare la normativa antincendio che delinea le caratteristiche delle porte REI (porte resistenti al fuoco per un tempo definito) che devono essere installate nelle vie di esodo e nelle compartimentazioni antincendio.

In un capannone con più lavoratori, la corretta progettazione delle porte pedonali è parte integrante del piano di emergenza e dell’ottenimento del Certificato di Prevenzione Incendi.

Cosa cambia da giugno 2026

Il DM 28 ottobre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, aggiorna il DM 26 giugno 2015 sui requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, con entrata in vigore fissata al 3 giugno 2026.

Le principali novità che riguardano gli infissi industriali sono due:

  • l’eliminazione delle fasi transitorie previste dal decreto del 2015. I valori limite di trasmittanza termica rimangono sostanzialmente quelli della cosiddetta Fase II (i più restrittivi) che ora diventano gli unici valori di riferimento, senza possibilità di applicare i valori meno stringenti delle fasi precedenti;
  • in relazione alla gestione dei ponti termici, il Decreto introduce un livello di dettaglio più elevato nella contabilizzazione, con tabelle specifiche per i coefficienti lineici di trasmissione che dovranno essere considerati nella verifica complessiva dell’involucro.

I valori limite di trasmittanza per le chiusure trasparenti comprensive degli infissi restano sostanzialmente invariati rispetto alla Fase II del decreto del 2015, con un solo aggiustamento nella zona climatica F, dove il limite sale a 1,1 W/m²K rispetto al precedente 1,0 W/m²K.

edilizia industriale

Cosa possiamo fare per te

Innanzitutto, se non hai mai fatto una valutazione degli infissi nel tuo capannone, il momento giusto è ora. 

Per maggiori informazioni, contatta il nostro team, ti illustreremo le migliori soluzioni per la tua realtà industriale. 

Come General Contractor, Gruppo Inveco segue ogni fase del processo con un approccio integrato. Analisi, progettazione, gestione del cantiere in sicurezza, supporto burocratico e amministrativo, compreso l’accesso a bandi o incentivi, e supporto post-installazione.

Noi possiamo aiutarti a rendere il tuo stabilimento più efficiente e sicuro, e conseguentemente redditizio.

Non perdere i nostri prossimi contenuti,seguici su LinkedIn e iscriviti a Fotovoltaico Industriale 360°!

Articoli Recenti

OTTIENI L’IMPIANTO PER LA TUA AZIENDA

Studio di fattibilità in 48 ore

Categorie

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Rimani sempre aggiornato sulle ultime novità che riguardano energie rinnovabili ed edilizia industriale.