
di: Isabella Durante 11 Febbraio 2026 10:06
Edilizia industriale: gli imprescindibili sistemi di rivelazione incendio
La sicurezza antincendio è un componente fondamentale nei progetti di edilizia industriale. Parliamo di impianti che spesso nemmeno si vedono, ma che possono fare la differenza tra un principio d’incendio gestito prontamente, e una tragedia con conseguenze umane ed economiche.

Quando si progetta o si ristruttura un edificio industriale, i sistemi di rivelazione incendio sono uno dei pilastri da considerare. I motivi sono molteplici: sicurezza e protezione delle persone, dei macchinari e mantenere la conformità alla normativa. Evidente è come, in modo particolare nel settore industriale, un principio di incendio possa evolvere rapidamente se non viene intercettato in tempo.
Cos’è un sistema di rivelazione incendio
Un sistema di rivelazione incendio è un insieme di dispositivi elettronici progettati per identificare, nel più breve tempo possibile, i segnali precoci di un principio di incendio, come fumo, calore o fiamme, e attivare le segnalazioni di allarme. Questa capacità di percezione anticipata crea il vantaggio critico di mettere in atto procedure di evacuazione, allertare il personale e innescare azioni di controllo o estinzione prima che il problema si aggravi.
Nel contesto industriale, dove grandi volumi, spazi complessi e macchine in movimento aumentano l’esposizione al rischio, la rapida rivelazione di fumo o calore è una componente essenziale della protezione attiva contro gli incendi. Senza un sistema affidabile l’allarme potrebbe arrivare troppo tardi, con impatti catastrofici su persone e produzione.

Com’è fatto un IRAI
Un IRAI è un sistema integrato composto da più elementi che lavorano in modo coordinato.
Alla base ci sono i rivelatori, che possono essere di fumo, calore, fiamma o multisensore, scelti in funzione dell’ambiente e delle lavorazioni presenti. Nei capannoni industriali, per esempio, la presenza di polveri, vapori o alte temperature impone una selezione accurata delle tecnologie.
I segnali dei rivelatori vengono gestiti da una centrale di controllo dell’impianto, che interpreta gli eventi e attiva le azioni previste: allarmi acustici e visivi, comandi a sistemi di spegnimento, segnalazioni ai presidi di sicurezza.
Ci sono poi i dispositivi di allarme, come sirene, lampeggianti e pulsanti manuali, che permettono anche l’attivazione diretta da parte delle persone.
Negli edifici industriali più evoluti, l’IRAI dialoga con altri impianti: ventilazione, compartimentazioni, sistemi di supervisione e monitoraggio centralizzato.
Un impianto per un edificio industriale comprende generalmente:
- rivelatori automatici di fumo, sensori ottici o fotoelettrici che intercettano concentrazioni anomale di particelle nell’aria;
- rivelatori di calore, dispositivi che reagiscono a variazioni rapide o elevate di temperatura, utili in ambienti dove il fumo può non essere immediatamente visibile;
- rivelatori di fiamma in aree con processi ad alto rischio specifico;
- punti di segnalazione manuale, pulsanti o leve che consentono al personale di attivare l’allarme in autonomia;
- centrali di controllo, sistemi elettronici che raccolgono i segnali dai sensori e attivano allarmi visivi e sonori;
- dispositivi di allarme, sirene, lampeggianti e pannelli di segnalazione che avvertono le persone presenti.
Sostanzialmente, ogni zona dell’edificio industriale deve essere sorvegliata e dotata di un allarme che sia immediatamente riconoscibile in caso di emergenza.

Emergency Voice Alarm Communication
Oltre ai segnali acustici tradizionali, negli edifici industriali di medie e grandi dimensioni hanno un ruolo sempre più fondamentale i sistemi EVAC.
Un impianto EVAC diffonde messaggi vocali chiari e intelligibili che guidano le persone durante l’emergenza, indicando cosa fare e quali percorsi seguire. In ambienti complessi o rumorosi, tipici dell’industria, la comunicazione vocale riduce il panico, migliora i tempi di evacuazione e limita comportamenti incontrollati.
Il Codice di Prevenzione Incendi riconosce l’EVAC come parte integrante dei sistemi di rivelazione e allarme, soprattutto quando la gestione dell’esodo è un fattore critico. Inserire l’EVAC in progetto è una scelta che aumenta notevolmente il livello di sicurezza.
Gli EVAC contribuiscono a:
- migliorare i tempi di risposta umana;
- ridurre la confusione e i comportamenti non sicuri in caso di emergenza;
- supportare le procedure di piano di evacuazione progettate senza una customizzazione.
Normativa
In Italia, la progettazione, l’installazione e l’esercizio dei sistemi di rivelazione incendio fa riferimento a norme tecniche specifiche che indicano criteri e necessità anche a livello di manutenzione. Tra le principali:
- La UNI 9795:2021 definisce i requisiti per la progettazione, l’installazione e l’esercizio dei sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione di allarme incendio. Si applica agli impianti di nuova realizzazione e alle loro componenti.
- La UNI 11224:2019 regola il controllo iniziale, la manutenzione e le verifiche periodiche dei sistemi antincendio, con l’obiettivo di assicurare che restino efficienti e pronti all’uso.
- La serie UNI EN 54 è lo standard europeo che specifica requisiti e metodi di prova per i componenti di sistemi di allarme e rivelazione incendio (per esempio sensori, centrali, dispositivi di segnalazione).
In aggiunta alla normativa tecnica, il DPR 1° agosto 2011, n. 151 e vari decreti ministeriali consolidano il quadro di riferimento generale in materia di prevenzione incendi nei luoghi di lavoro e negli edifici di varia destinazione, compresi quelli industriali.
Il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015) è la norma quadro che organizza e coordina le regole antincendio in Italia con un approccio tecnico-prestazionale. Il Codice raggruppa:
- una Regola Tecnica Orizzontale applicabile a molte attività (compresi edifici industriali);
- la possibilità di adottare soluzioni progettuali basate sulla valutazione del rischio incendio;
- livelli di prestazione dei sistemi di protezione attiva, inclusi i sistemi di rivelazione incendio.
Nel testo coordinato del Codice, gli impianti di rivelazione incendio rientrano nella protezione attiva, sono progettati in funzione dei livelli di prestazione richiesti, e sono definiti come sistemi in grado di rilevare tempestivamente un principio di incendio, e di attivare misure progettate in funzione del contesto edilizio e dei rischi specifici.
Questo quadro normativo non è alternativo alle norme tecniche (come la UNI 9795), ma le integra e fornisce una cornice giuridica per le scelte progettuali, mentre le norme tecniche indicano le buone pratiche principalmente in relazione a componenti e prestazioni.
Il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015) introduce la valutazione del rischio specifico dell’attività, delle caratteristiche dell’edificio e delle modalità di utilizzo. In ambito industriale questo permette di optare per soluzioni calibrate sul reale rischio incendio, sulla velocità di propagazione possibile e sulla necessità di garantire tempi di reazione adeguati per persone e impianti. E pertanto guadagnare tempo, contenere i danni e provvedere alla attivazione coordinata e controllata delle procedure di emergenza.
È inoltre bene ricordare come la manutenzione periodica sia un obbligo da normativa (in quanto la stessa richiede controlli regolari, verifiche funzionali, e aggiornamenti della documentazione tecnica per mantenere l’impianto conforme) ma anche una necessità al fine di mantenere efficacia ed efficienza delle tecnologie, e garantirne la durabilità.

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