
di: Isabella Durante 4 Febbraio 2026 9:29
Tutto quello che devi sapere (e in fretta) su Facility Parco Agrisolare 2026
Il 2026 si apre con una grande opportunità per le aziende agricole e agroindustriali che vogliono accelerare il proprio percorso di transizione energetica, integrando fotovoltaico industriale ed edilizia industriale nella loro strategia energetica.

Lo scorso dicembre il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 681806 che istituisce la nuova misura Facility Parco Agrisolare, inserita nella Missione 2 – Componente 1 del PNRR. La misura mette a disposizione 789 milioni di euro per incentivare la produzione di energia rinnovabile da impianti fotovoltaici installati su coperture dei fabbricati agricoli.

Facility Parco Agrisolare 2026
Come dicevamo, la misura è pensata per sostenere l’installazione di impianti fotovoltaici su copertura, su fabbricati a uso produttivo già esistenti, al fine di limitare il più possibile l’aumento di consumo di suolo. Facility Parco Agrisolare 2026 ha anche altri obiettivi, come: ridurre i costi energetici delle imprese beneficiarie, rafforzarne l’autonomia energetica, e contribuire alla decarbonizzazione e all’aumento della sostenibilità delle attività produttive del comparto agricolo e agroindustriale. Nell’ambito dei progetti finanziati da Facility Parco Agrisolare, l’energia prodotta deve essere destinata principalmente all’autoconsumo aziendale. L’impianto deve soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda agricola, garantendo così il massimo efficientamento dei processi produttivi e il rispetto dei requisiti di accesso al contributo.
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) è il soggetto attuatore della misura e gestisce le fasi di presentazione delle domande, valutazione dei progetti e concessione dei contributi.
Chi può accedere agli incentivi
La domanda per ottenere Facility Parco Agrisolare 2026 può essere presentata da:
- imprenditori agricoli, sia in forma individuale che societaria;
- imprese agroindustriali;
- cooperative agricole e i loro consorzi;
- forme aggregate come reti d’impresa, associazioni temporanee (ATI) o comunità energetiche rinnovabili (CER).
Il bando è quindi rivolto a una platea ampia di operatori economici del settore primario e agroindustriale. Ma hanno precedenza:
- le aziende che non sono mai state destinatarie di fondi dai precedenti bandi “Parco Agrisolare”;
- le imprese iscritte alla “Rete agricola di qualità” – legge n. 116 del 11 agosto 2014.

Tipologia di interventi e spese ammissibili
Facility Parco Agrisolare 2026 sostiene le spese relative a:
- la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture di edifici agricoli e agroindustriali (potenza da 6 a 1.000 kWp);
- la fornitura e installazione di sistemi di accumulo;
- funzionali all’autoconsumo;
- interventi di edilizia complementari, come la rimozione dell’amianto, il rifacimento delle coperture, l’isolamento termico e di riqualificazione energetica. Questi interventi sono incentivati solo se contestuali all’installazione del fotovoltaico;
- colonnine di ricarica elettrica a servizio delle aziende.
Un range di potenza compresa tra 6 kWp e 1.000 kWp è molto ampio e permette di adattare il progetto alle esigenze energetiche di aziende agricole molto diverse tra loro.
Intensità dell’aiuto e vantaggi economici
789 milioni di euro sono un aiuto notevole che rende il fotovoltaico industriale accessibile anche ad aziende con capacità di investimento limitate. Dando anche alle piccole imprese la possibilità di mitigare l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi dell’energia elettrica, e aumentare la sostenibilità.
Di seguito la ripartizione delle risorse disponibili:
- 473 milioni per la produzione agricola primaria;
- 150 milioni per la trasformazione di prodotti agricoli;
- 10 milioni per la trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli;
- 140 milioni per la produzione agricola primaria, e in questo caso non sono presenti i vincoli di autoconsumo a differenza delle altre categorie.
Riservato circa il 40% delle risorse a progetti nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
È presente la possibilità di cumulare il contributo con altri bandi e incentivi.

Scadenze e tempistiche
Di seguito le principali scadenze:
- apertura, le domande possono essere inviate tramite la piattaforma del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) a partire dal 21 gennaio 2026;
- la scadenza per la presentazione delle domande 21 febbraio 2026;
- termine conclusione lavori, gli interventi devono essere completati entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo, anche superando il vincolo PNRR del 26 giugno 2026. Il termine dei lavori non può in ogni caso superare la deadline invalicabile del PNRR fissata a fine anno.
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Affianchiamo le aziende in ogni fase di progetto, e anche circa l’ottenimento di incentivi. Insieme, il percorso di transizione energetica diventa molto più semplice!
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