
di: Isabella Durante 25 Febbraio 2026 11:54
Pannelli fotovoltaici bifacciali. Scopri quando sono l’ideale per il tuo impianto
I pannelli bifacciali sono una tecnologia in crescita nel settore industriale, ma non sono sempre la scelta più giusta , dipende dal contesto.

Accanto ai moduli monofacciali, che rimangono il riferimento per la maggior parte dei progetti, i pannelli bifacciali sono l’alternativa sempre più interessante per specifiche applicazioni industriali. Ma cosa li rende differenti?
La bifaccialità
Un modulo fotovoltaico tradizionale non è trasparente e ha un retro che blocca la radiazione solare, differentemente un modulo bifacciale ha due superfici in vetro che lasciano passare la luce su entrambi i lati.
Il sole colpisce la faccia anteriore, come in un pannello standard, ma la luce riflessa dalla superficie sottostante (il cosiddetto fattore Albedo) raggiunge anche il retro del modulo, generando energia aggiuntiva. Internamente, il bifacciale utilizza celle fotovoltaiche moderne come le TOPCon, una tecnologia che migliora l’efficienza complessiva rispetto alle generazioni precedenti.
La bifaccialità non è una novità assoluta, questa tecnologia esiste da anni ma fino a poco tempo fa aveva costi decisamente superiori ai moduli monofacciali. Con l’aumento della produzione industriale, i prezzi si sono progressivamente ridotti. E oggi la differenza di costo si è praticamente azzerata, rendendo la scelta meno vincolata da fattori puramente economici e più legata alle reali esigenze tecniche del progetto.

I vantaggi
Se installato nelle giuste condizioni, un pannello bifacciale produce tra il 5% e il 20% di energia in più rispetto a un monofacciale della stessa potenza nominale. Questo incremento non è casuale, bensì il risultato della radiazione diffusa e riflessa che la struttura riesce a sfruttare.
Per un’azienda energivora, questa maggiore producibilità si traduce in vantaggi considerevoli. Con la stessa superficie di copertura occupata da pannelli bifacciali è possibile ottenere una potenza di picco superiore rispetto ai monofacciali. Per impianti industriali dove lo spazio disponibile è limitato, o quando il consumo è molto elevato e la copertura è al completo, questa possibilità di densificare l’energia prodotta diventa un’opzione davvero interessante. Un altro aspetto non trascurabile è relativo al fatto che i bifacciali permettono di ottimizzare il payback time dell’investimento. Producendo di più a parità di dimensioni, l’ammortamento economico dell’impianto si contrae proporzionalmente.
Quando i bifacciali sono davvero convenienti per le aziende industriali?
In molti casi ma la convenienza dipende principalmente da una variabile, quanto la superficie sottostante il modulo riesce a riflettere la luce, di seguito facciamo qualche esempio.
Tetti piani con zavorre e spazi di ventilazione: se l’azienda ha capannoni con copertura piana e dispone di spazi liberi tra i pannelli (distanziati mediante strutture di sostegno come zavorre), la luce può rimbalzare sulla superficie sottostante e colpire il retro dei moduli. Questo è uno dei contesti più favorevoli per i bifacciali.
Guaine riflettenti: le coperture moderne, soprattutto negli edifici industriali sottoposti a riqualificazione, sempre più spesso montano guaine bianche o chiare che massimizzano la riflessione della luce solare. Se il tetto è stato trattato con questi materiali, l’incremento di produzione dai bifacciali è significativo.
Pensiline e strutture dedicate: i bifacciali sono ideali sulle pensiline dei parcheggi aziendali o su tettoie, dove il lato inferiore del modulo è completamente esposto all’aria e alla luce ambientale. In queste applicazioni sfruttano pienamente la loro caratteristica principale.
Installazioni su terreno con Albedo ottimale: se l’azienda opta per un impianto a terra, i bifacciali garantiscono un incremento di producibilità proporzionale al fattore di riflessione del terreno (la stessa vegetazione o lo strato superficiale del suolo riflettono una percentuale di luce).

Dove i bifacciali perdono di convenienza
Esistono però contesti dove la scelta del bifacciale non porta vantaggi e potrebbe non essere giustificata, pur non essendo errata in assoluto.
Montaggio aderente a coperture opache: quando i pannelli vengono fissati direttamente su copertura senza che ci sia passaggio di luce sul retro. In questo caso, un bifacciale funziona esattamente come un monofacciale e il costo aggiuntivo non trova giustificazione.
Superfici riflettenti scure: tetti in catrame, bitume o lamiera nera riflettono pochissima luce. Il fattore Albedo è minimo, quindi la radiazione aggiuntiva che raggiunge il retro del modulo è trascurabile. La bifaccialità non aggiunge pertanto valore.
Edifici con coperture tradizionali in laterizio: gli edifici industriali meno recenti spesso mantengono tegole o coppi tradizionali. Anche se la riflessione non è effettivamente nulla, resta limitata, e il vantaggio dei bifacciali risulta modesto.
Vincoli di spazio con spazi ridotti tra i moduli: se il progetto impone un montaggio a ridottissima distanza dal piano sottostante per questioni di vincoli strutturali o di utilizzo dello spazio, i benefici della bifaccialità vengono meno.
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La scelta nell’ambito di un progetto di installazione di un impianto fotovoltaico industriale deve essere il risultato di un’analisi complessiva che principalmente consideri:
- le caratteristiche costruttive e reflettive del tetto o della superficie di appoggio;
- l’orientamento e l’inclinazione dei pannelli;
- le ombre e gli ombreggiamenti periodici;
- lo spazio disponibile e la configurazione di montaggio prevista;
- il consumo energetico dell’azienda e il profilo orario (consumi su 24 ore);
- la compatibilità con eventuali sistemi di accumulo;
- le tempistiche.
Un’azienda con più sedi, per esempio, potrebbe optare per i bifacciali sulla struttura principale, dove la copertura è adatta, e mantenere i monofacciali su altre sedi dove le condizioni non lo giustificherebbero.

Costi e standardizzazione produttiva globale
Fino a circa cinque anni fa, in ambito di progetto la scelta ricadeva maggiormente sui monofacciali, principalmente per questioni legate ai costi. I bifacciali costavano il 40-50% in più, mentre oggi questa differenza si è quasi annullata per effetto della standardizzazione produttiva globale. Questo rende la decisione più oggettiva e meno legata a vincoli di budget.
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