fotovoltaico su copertura

di: Isabella Durante 22 Gennaio 2026 9:30

5 motivi per cui una copertura industriale non è idonea per il fotovoltaico

La copertura deve avere determinate caratteristiche per poter ospitare un impianto fotovoltaico industriale. In fase di progetto è sostanziale analizzare lo stato della copertura che potrebbe risultare non idonea. Ed eventualmente valutare le opzioni per renderla idonea, principalmente grazie alla realizzazione di interventi preliminari di riqualificazione. 

fotovoltaico su copertura

Sono presenti imprescindibili condizioni tecniche e normative che possono rendere una copertura non idonea. Per esempio, dal punto di vista strutturale, quando non è in grado di sopportare i carichi aggiuntivi dell’impianto, non c’è abbastanza spazio o la sua geometria non è compatibile con l’installazione dei moduli. Una copertura vetusta e in cattivo stato non può essere la base di un impianto. E poi, alcune coperture non sono idonee per normativa sicurezza e antincendio.

Ecco di seguito le 5 principali criticità che ogni azienda dovrebbe conoscere nel caso voglia installare un impianto su copertura industriale.

  1. Copertura vetusta e ombreggiamenti

Non è possibile procedere con l’installazione di un impianto fotovoltaico industriale su una copertura degradata, con problemi di impermeabilizzazione, infiltrazioni, fessurazioni, bolle. Pertanto una diagnosi preventiva è assolutamente fondamentale per rilevare eventuali criticità di questo tipo e poter trovare una soluzione in fase progettuale. 

Strettamente legati alla valutazione dello stato di una copertura, gli ombreggiamenti sono una questione molto importante, la loro presenza, generata da strutture talvolta non modificabili, come nel caso delle canne fumarie, incide negativamente sulla possibilità di installazione. Lo stesso vale per l’eventuale presenza di edifici adiacenti più alti di quello preso in oggetto, che possono generare ombre dinamiche tali da rendere l’impianto meno performante.

fotovoltaico su copertura

  1. Aree idonee e vincoli paesaggistici

La normativa relativa alle Aree Idonee (approvata dal Senato l’8 gennaio la Legge di conversione che rivedere più punti del DL 175/2025) ha normato più aspetti fra cui l’individuazione delle aree e i vincoli paesaggistici, che sono una questione fondamentale da considerare in relazione all’installazione di un impianto fotovoltaico. 

In base al Decreto Legislativo 199/2021 e al Decreto Aree Idonee (Decreto Ministeriale del 21 giugno 2024), le coperture degli edifici, inclusi i capannoni industriali, sono esplicitamente considerate luoghi prioritari per l’installazione di impianti fotovoltaici. A gennaio 2026 un rafforzamento con la legge 15 gennaio 2026, n. 4, che converte con modificazioni il Decreto Legge 21 novembre 2025, n. 175. Le coperture di edifici e capannoni si confermano aree automaticamente idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, l’intento della Legge è anche minimizzare il consumo di suolo agricolo.

La procedura è agevolata e continua a beneficiare di un regime autorizzativo semplificato, spesso rientrando nell’edilizia libera o richiedendo la Comunicazione Unica. Ciò tenendo sempre in considerazione gli eventuali vincoli paesaggistici.

fotovoltaico su copertura

  1. Sicurezza e normativa di prevenzione incendi

Da settembre 2025 con le nuove linee guida antincendio per il fotovoltaico. La sicurezza è aumentata. In particolare, la novità più rilevante per gli impianti BAPV (pannelli ancorati o zavorrati sulla copertura) riguarda la disposizione dei moduli. Dimensioni massime di 20 metri, in ogni direzione, per i sottoinsiemi di moduli e inoltre la distanza fra i sottoinsiemi deve essere di almeno 2 metri. Oltre a 1 metro di distanza dalla copertura, dai bordi, e da aperture come lucernari o camini. Risulta quindi non più possibile coprire le superfici industriali con file continue di pannelli. Ogni 20 metri bisogna garantire varchi di sicurezza, così da facilitare l’accesso in caso di emergenza e ridurre il rischio propagazione incendi.

Inoltre, per le coperture a shed valgono regole specifiche, ossia almeno 1 metro tra le file e separazioni di 2 metri ogni 20 metri di sviluppo. 

La superficie utile disponibile sulle coperture industriali viene inevitabilmente ridotta, e in tal senso la potenza installabile. Una problematica da non sottovalutare, soprattutto in impianti di grande taglia. 

Inoltre, vengono fornite indicazioni sulla ventilazione e aerazione degli inverter. Non variano le linee guida di sicurezza antincendio per BESS.

La copertura può essere dichiarata non idonea all’installazione dell’impianto fotovoltaico per motivi di sicurezza e assicurabilità, nel caso in cui il rischio incendio non è annullabile secondo normativa.

  1. La portata della copertura

Una problematica di tipo strutturale è legata al peso che può sorreggere la copertura. In Italia molti dei capannoni industriali sono stati costruiti tra gli anni ‘70 e ‘90 e non tengono in considerazione la necessità di installare un impianto fotovoltaico e pertanto il suo peso. Se dai calcoli preventivi, relativi alla progettazione dell’installazione di un impianto, non risulta una portata residua sufficiente, sono obbligatoriamente necessari interventi di edilizia industriale.

  1. Amianto nella copertura

La presenza di amianto è un limite tecnico e normativo. L’installazione è assolutamente vietata, in quanto le operazioni di fissaggio porterebbero al rilascio di fibre pericolose per le persone e l’ambiente.

Fondamentale rifare copertura in concomitanza all’installazione del fotovoltaico. 

fotovoltaico su copertura

Pannelli ultraleggeri

Se una copertura non è idonea, non bisogna scartare la possibilità di installazione di un impianto fotovoltaico industriale. Ma cambiare il punto di vista e pensare a soluzioni di edilizia o tecnologie più adatte al caso, come i pannelli ultraleggeri. Quando il tetto aziendale non può sostenere dei moduli convenzionali, i pannelli ultraleggeri sono una valida opzione alternativa. Si tratta di moduli fotovoltaici con struttura flessibile o semi‑rigida, realizzati con materiali che pesano molto meno rispetto ai pannelli tradizionali. I pannelli ultraleggeri pesano circa 6-8 kg/m² contro i 12-15 kg/m² dei moduli standard nel peso e misura. Sono realizzati con celle fotovoltaiche su supporti in materiali compositi, polimeri o alluminio sottile, spesso con tecnologia a film sottile (thin-film) o celle PERC flessibili. Grazie alla loro leggerezza, possono essere installati su coperture con capacità di carico ridotta, evitando spesso la necessità di zavorre o fori.

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Una copertura rinnovata e sicura è il punto di partenza per l’installazione di un impianto fotovoltaico industriale su copertura. Se poi, edilizia industriale e fotovoltaico vengono pensati nello stesso progetto, i vantaggi saranno ancora maggiori. Con possibilità di contenimento dei costi di lavorazione, riduzione del Payback Time e massimizzazione delle possibilità di miglioramento dello score ESG, e del valore dell’immobile.

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